#11 – Migliorare la qualità, l'efficienza produttiva e le relazioni con i clienti

Guidare una macchina, un automezzo o fare un lavoro d’ufficio: gli errori si verificano anche durante le attività di routine, in media 15-30 al giorno. Ciò influisce su qualità ed efficienza produttiva. Con il giusto approccio il potenziale di miglioramento è del 40%.

Quando stiamo imparando qualcosa di nuovo siamo portati a commettere errori. Tuttavia, anche nei casi in cui sappiamo quello che stiamo facendo, gli errori continuano a verificarsi. Infatti, è proprio questo il caso in cui ci troviamo più spesso perché eseguiamo attività di routine per quasi il 90% del nostro tempo. Quando commettiamo un errore di solito viene coinvolto almeno uno dei quattro stati fisici o emotivi tra stanchezza, frustrazione, eccesso di fiducia e fretta. Se applicassimo le quattro Tecniche per la Riduzione degli Errori Critici (TREC) per aumentare la consapevolezza di queste condizioni, non solo potremmo evitare infortuni ma anche ridurre fino al 40% gli errori che compromettono la qualità, l’efficienza operativa e la gestione dei clienti nell’azienda.

Nel precedente articolo di questa serie, ci siamo occupati delle cause e delle conseguenze di decisioni potenzialmente fatali. Innanzitutto, l’illusione del controllo: tendiamo a sottovalutare quei rischi che noi stessi possiamo (in teoria) influenzare, mentre sopravvalutiamo quelli sui quali non abbiamo alcun controllo. Ad esempio, la maggior parte delle persone si sente più sicura alla guida della propria auto che in aereo, perché ritiene di poter personalmente controllare il rischio di infortuni e lesioni. Questa illusione si intensifica quando abbiamo molta esperienza in una particolare attività. Come mai!? Perché più spesso facciamo qualcosa, più ci diventa facile eseguirla e perciò minore sarà, a nostro giudizio, il rischio di commettere un errore. In realtà, tuttavia, l’eccesso di fiducia e quindi la negligenza si insinuano col passar del tempo, soprattutto quando si tratta di attività di routine. Questo a sua volta significa che il nostro rischio di errore – cioè di infortuni e lesioni – non diminuisce nel tempo, ma aumenta.

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